Respiro

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Giugno 2011 11:55 Scritto da Claudio Mercoledì 01 Giugno 2011 23:35

Tra battere e levare di sospiri
la vita si contempla trepidante
sul ciglio del dormire accoccolata

Così ogni notte ti abbandoni schiva
all'animoso artefice dei sogni
nel tuo universo lirico sedotta

Al vagheggiare ingenuo e affaccendato
tra le vestali amiche dei pensieri
e il soffice tepore dei ricordi

risponderanno orfani i tuoi sguardi
coi loro gemiti umidi e tremanti
estranei per un attimo e smarriti

tra gl'intimi rivolti del cuscino
dai loro stessi aneliti traditi
trasfigurati e nuovi nel mattino
 

Passaggi

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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Ottobre 2010 13:01 Scritto da Claudio Venerdì 01 Ottobre 2010 12:49

Sorrisi sfiniti nell'ansia di stupire
si congedano impazienti
di essere già creduti, già capiti

Cosa sospinge
lo scricchiolante circo dei pensieri
vivace e suadente come nuovo
tra precarie evoluzioni
e il fragore di voci e di risate?

Sceglieremo di cadere
dibattendoci e imprecando,
come abili teatranti
nella parte degli eroi

E ne varrà la pena?
Tra vertiginosi paesaggi
e il nauseante ribollire dei colori
il vellicare la mente dei sospiri,
solo,
a confortare i giorni
lasciati alle spalle
   

Notte

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 13:56 Scritto da Claudio Giovedì 05 Agosto 2010 13:20

Il manto della notte
avvolge il tuo respiro
tra i chiaroscuri della seta,
e impercettibili palpiti
percorrono le dita
risalendo fino a spezzare il fiato

E ancora si confondono
labbra socchiuse
a trattenere cupide
ogni alito di voce

Tra distese di pelle
tormentate e assolte
si disperdono anche gli ultimi sospiri
per ricordarci allora
quel che eravamo stati
quel che saremo ancora
   

Racconto senza titolo :-) (parte 2/2)

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 11:59 Scritto da Claudio Lunedì 10 Maggio 2010 18:29

passeggiata notturna, notte, città

Mantenne l'andatura costante e appesantì il passo, cercando così di mascherare l'ansia che quella presenza inaspettata gli ingenerava, intromettendosi, con ogni probabilità casualmente, in un rituale intimo e riservato. Quando era cominciato tutto ciò? Non lo ricordava con esattezza. Forse mesi prima, forse addirittura anni. Lo rassicurava la mancanza di un riferimento puntuale che potesse datare con precisione l'origine dei suoi comportamenti. Lo rassicurava come una fede che con assiomatica certezza affonda le proprie radici tra le profondità indefinite del tempo riconoscendosi, infine, senza timore di smentita nè spiegazione alcuna, Verità.

Credeva che il ripetere meccanicamente gli stessi gesti, le stesse azioni (persino gli stessi pensieri, se mai ne fosse stato capace) lo potesse portare a cristallizzare la propria esistenza, cogliendola finalmente nella sua compiutezza, allorché essa si fosse palesata nell'evidente aspetto di impurità tra la perfezione reticolare del mondo. O perlomeno così aveva visualizzato l'intera faccenda.

   

Racconto senza titolo :-) (parte 1/2)

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 12:01 Scritto da Claudio Lunedì 10 Maggio 2010 18:27

Passeggiata notturna

Alzò lo sguardo al cielo. L'aria tersa della notte pulsava della luce azzurrognola delle insegne, lasciando intuire al di là di esse la pallida presenza di tremolanti punti luminosi.“Se solo le stelle fossero più vicine” - considerò ad alta voce - “Se solo non ci fosse tutto quell'inutile vuoto a separarle”.

Era uno di quei pensieri che non si sa il come né il perché balzano prepotenti innanzi agli altri, e prima ancora che la nostra razionalità possa assumere il controllo, proiettano per un istante visioni inebrianti e assolutamente coerenti di mondi fantastici.

Svoltò l'angolo. Due filari di alberi rinsecchiti incorniciavano una striscia di asfalto, che sfuggiva allo sguardo subito dopo aver valicato un leggero pendio.Ai lati della strada le vetrine serrate dei negozi richiamavano alla mente un brulicare di gente affaccendata.

Nel silenzio poteva distinguere con chiarezza il ritmo cadenzato prodotto dall'impatto delle suole col selciato, raramente disturbato dal sibilo distante di qualche sirena o dalle voci ovattate provenienti dall'interno degli appartamenti. Quel suono familiare gli fu sufficiente a scacciare la sensazione di ansia e smarrimento che l'immaginazione fin troppo vivida del pullulare indistinto e frenetico della folla gli aveva suscitato.

   

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