Racconto senza titolo :-) (parte 2/2)
Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 11:59 Scritto da Claudio Lunedì 10 Maggio 2010 18:29

Mantenne l'andatura costante e appesantì il passo, cercando così di mascherare l'ansia che quella presenza inaspettata gli ingenerava, intromettendosi, con ogni probabilità casualmente, in un rituale intimo e riservato. Quando era cominciato tutto ciò? Non lo ricordava con esattezza. Forse mesi prima, forse addirittura anni. Lo rassicurava la mancanza di un riferimento puntuale che potesse datare con precisione l'origine dei suoi comportamenti. Lo rassicurava come una fede che con assiomatica certezza affonda le proprie radici tra le profondità indefinite del tempo riconoscendosi, infine, senza timore di smentita nè spiegazione alcuna, Verità.
Credeva che il ripetere meccanicamente gli stessi gesti, le stesse azioni (persino gli stessi pensieri, se mai ne fosse stato capace) lo potesse portare a cristallizzare la propria esistenza, cogliendola finalmente nella sua compiutezza, allorché essa si fosse palesata nell'evidente aspetto di impurità tra la perfezione reticolare del mondo. O perlomeno così aveva visualizzato l'intera faccenda.
Racconto senza titolo :-) (parte 1/2)
Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 12:01 Scritto da Claudio Lunedì 10 Maggio 2010 18:27

Alzò lo sguardo al cielo. L'aria tersa della notte pulsava della luce azzurrognola delle insegne, lasciando intuire al di là di esse la pallida presenza di tremolanti punti luminosi.“Se solo le stelle fossero più vicine” - considerò ad alta voce - “Se solo non ci fosse tutto quell'inutile vuoto a separarle”.
Era uno di quei pensieri che non si sa il come né il perché balzano prepotenti innanzi agli altri, e prima ancora che la nostra razionalità possa assumere il controllo, proiettano per un istante visioni inebrianti e assolutamente coerenti di mondi fantastici.
Svoltò l'angolo. Due filari di alberi rinsecchiti incorniciavano una striscia di asfalto, che sfuggiva allo sguardo subito dopo aver valicato un leggero pendio.Ai lati della strada le vetrine serrate dei negozi richiamavano alla mente un brulicare di gente affaccendata.
Nel silenzio poteva distinguere con chiarezza il ritmo cadenzato prodotto dall'impatto delle suole col selciato, raramente disturbato dal sibilo distante di qualche sirena o dalle voci ovattate provenienti dall'interno degli appartamenti. Quel suono familiare gli fu sufficiente a scacciare la sensazione di ansia e smarrimento che l'immaginazione fin troppo vivida del pullulare indistinto e frenetico della folla gli aveva suscitato.
-
Scritto da Claudio Giovedì 21 Gennaio 2010 12:22
Mi hai visto,tra giostre di colori
cullare la malinconia,
rubando attimi
a giorni adusti
cedere una lacrima.
Ho sentito
grovigli di esistenza
celati tra le dita
farsi verità
spegnendosi -lievi- nella memoria
Hai osservato
i miei silenzi
in vaghe increspature
vibrare ancora una volta
e via, sparire nel vuoto
come naufraghi vinti dai flutti.
Proprio mentre ascoltavo i tuoi,
di silenzi, mai così onesti,
strappare le funi tra cui volteggiavo
e lasciarmi adagiare
... ondeggiando ...
-piuma-
al suolo.
Senza titolo
Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2010 19:09 Scritto da Claudio Lunedì 11 Gennaio 2010 18:46

E' l'amore tradito
che biascica le sue ultime scuse.
Inutile e perduto.
Sono le folle estatiche
inneggianti alle mille vittorie
di una guerra infinita.
E' il presente senza tempo,
il futuro senza memoria.
E' un sommesso stormire di pensieri,
uno scrosciare di odii affettati
e rituali esaltazioni.
Il potere cannibale.
Vanitoso e spietato
adulatore della natura umana.
Cronache di quotidiani abusi ........................ edilizi
Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2009 23:44 Scritto da Claudio Mercoledì 30 Dicembre 2009 18:20

30 dic 2009
Il mio vicino si chiama Cixcia. E ha il dono della raffinatezza. Dopo aver posato quintali di cemento abusivo e aver violato decine di sigilli (i carissimi Vigili Urbani avranno migliaia di foto ormai, non una uguale all'altra. Ma si guardano bene dall'intervenire. Dall'intervenire seriamente intendo. Per quello è necessaria una certa dose di buona volontà) ha ben pensato di dare un senso (ultimo?) alla sua opera.
Il mio vicino porta l'illustre cognome Cixcia e come avrete ormai intuito ha il dono della raffinatezza. Voci sussurrano sia un dono ereditario, visto che già suo padre, Cixcia senior, aveva, a suo tempo, mostrato una inconsueta propensione per il Bello.
Oggi ha aggiunto alla sua opera quel tocco di Berlino Est che fa tanto nostalgico-retrò.
Ebbene sì. In cima a quel muro, già famoso presso le migliori facoltà di "Geologia dell'abuso" (insegnamento piuttosto recente ma con buoni proseliti), ha finalmente posto in essere il degno suggello.
Un (bellissimo s'intende) filo spinato, retto da sottili barre metalliche e contornato da quelli che in gergo tecnico vengono chiamati offendicula (ma "cocci di bottiglia", in tal caso, rende meglio l'idea). Il tutto ovviamente molto scenografico e sottilmente (quel tocco di imperfezione di cui solo i Grandi esteti riescono a intuire la necessità), dicevo sottilmente intimidatorio.
Il mio vicino é Cixcia. E spero si evinca con sufficente chiarezza da queste poche righe. Ha il dono della raffinatezza.
Altri Articoli...
Pagina 1 di 3
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>SEO by AceSEF





