Ambiente
Earthlings
Scritto da Claudio Lunedì 01 Giugno 2009 12:00
Ci si chiede a volte se l'ignoranza possa di per sè costituire una colpa.
Nel tentativo di giungere ad una risposta può essere d'aiuto distinguere tra due generi di ignoranza. Quella di chi non ha accesso ai mezzi necessari alla conoscenza e quella accidiosa, di chi non indaga pur avendone le possibilità.
Nel caso delle violenze nei confronti degli animali si concretizza spesso una terza evenienza: il rigetto della realtà così come ci si presenta innanzi.
La sensibilità individuale è oggi sufficientemente sviluppata da rendere inaccettabile per molti di noi l'idea di uccidere o torturare un essere vivente. La stessa sensibilità non ci impedisce però di delegare tali riprorevoli efferatezze in altre mani, pur di garantirci cibi saporiti, vestiario alla moda, divertimenti, progresso scientifico.
Sono esattamente questi i moventi dei nostri crimini. Uccidiamo per egoistica convenienza, non per indigenza nè per necessità.
E la futilità degli obiettivi accentua, se possibile, la crudeltà delle azioni.
Affidare ad altri il lavoro sporco non può e non deve sollevarci dalle nostre responsabilità. Come consumatori e destinatari dei prodotti di queste aberranti violenze siamo e dobbiamo sentirci coinvolti. La cortina di fumo che viene innalzata attorno a tali attività è consapevolmente complice del mancato risveglio delle coscienze. Le varie pubblicità che veicolano rassicuranti immagini di mucche che pascolano felici aspettando la macellazione, polli allevati in verdi e pittoresche fattorie, pesci pescati da capitani coraggiosi che sfidano i flutti, non sono altro che l'ipocrita tentativo dell'industria della morte di perpetuarsi, circondandosi di un'accettabile aura di sostenibilità. Dovrebbero essere proprio queste, studiate, manipolazioni della verità a destare in noi rabbia e indignazione. Quello che spesso ottengono è invece la distensione dei nostri già esili sensi di colpa.
Personalmente ritengo la maturazione di una coscienza collettiva, che tenga in primario conto le esistenze degli animali e le esigenze dell'ambiente, un tassello imprescindibile nel progresso della civiltà umana verso il raggiungimento di un equilibrio sostenibile. Una conquista la cui portata non è limitata al conseguimento di una nuova consapevolezza dei diritti degli animali, bensì alla coerenza di fondo di un sistema di valori attualmente equivoco e lacunoso, che rischia di sgretolarsi e collassare come un edificio privato delle sue fondamenta.
Earthlings è principalmente un documentario: il suo stile lapidario, crudo, essenziale mette in ulteriore risalto il dramma della sofferenza e le atroci agonie di esseri innocenti. Ma Earthlings è anche un'istantanea della grettezza dell'animo umano, della sua morbosa capacità di produrre e spettacolarizzare la morte.
Il film può essere gratuitamente scaricato nella sua interezza (o visionato in streaming) all'indirizzo veg-tv.info/Earthlings , ed è corredato da sottotitoli in italiano.
Potete inoltre visitare il sito ufficiale all'indirizzo www.Earthlings.com .
Diritto alla caccia?
Scritto da Claudio Mercoledì 20 Maggio 2009 19:34

Negli ultimi giorni hanno raggiunto il culmine i ripetuti tentativi (fortunatamente falliti) delle Lega e dei suoi esponenti, di giungere all'approvazione dei DDL per la riforma della legge n.157/92, disciplinante l'attività venatoria. Potete rendervi conto del pericolo che abbiamo corso visionando il testo, di cui suggerisco la lettura integrale, al seguente indirizzo Testo unificato disegni di legge (la Lega è d'altronde ormai ben nota per le sue proposte lungimiranti).
Dichiarato il mio viscerale e malcelato odio verso la caccia, prendo atto del fatto che il dialogo e il confronto con la parte avversa sia elemento fondante e fondamentale di un ordinamento democratico (persino quando questa è formata da una legione di zotici sanguinari). Ecco quindi l'interesse per le motivazioni addotte dai cacciatori, e dai loro legislatori, a supporto delle proprie posizioni.
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