Diritto alla caccia?
Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Giugno 2009 20:36 Scritto da Claudio Mercoledì 20 Maggio 2009 19:34

Negli ultimi giorni hanno raggiunto il culmine i ripetuti tentativi (fortunatamente falliti) delle Lega e dei suoi esponenti, di giungere all'approvazione dei DDL per la riforma della legge n.157/92, disciplinante l'attività venatoria. Potete rendervi conto del pericolo che abbiamo corso visionando il testo, di cui suggerisco la lettura integrale, al seguente indirizzo Testo unificato disegni di legge (la Lega è d'altronde ormai ben nota per le sue proposte lungimiranti).
Dichiarato il mio viscerale e malcelato odio verso la caccia, prendo atto del fatto che il dialogo e il confronto con la parte avversa sia elemento fondante e fondamentale di un ordinamento democratico (persino quando questa è formata da una legione di zotici sanguinari). Ecco quindi l'interesse per le motivazioni addotte dai cacciatori, e dai loro legislatori, a supporto delle proprie posizioni.
Post vaneggiante circa un banner idiota
Ultimo aggiornamento Domenica 17 Maggio 2009 23:55 Scritto da Claudio Domenica 17 Maggio 2009 23:50
Tra tutti i banner pubblicitari in cui mi sono imbattuto negli ultimi tempi uno in particolare è riuscito ad attirare la mia attenzione (e il mio click)... questo:

Lasciatemi brevemente elencare i principali, auspicabili, obiettivi di un banner pubblicitario: attirare il navigatore e rimandarlo al sito pubblicizzato.
Benissimo! Quale modo migliore per attrarre qualcuno se non far leva sul suo ego, da cui: "Quanto sei intelligente?". [Toccato nel profondo dell'orgoglio decido di mettermi alla prova. Il mio sguardo avido di sfida si posa sulla frase sottostante].
Leggo: "Quale numero vedi nell'immagine?" Argh! Non era proprio quello che m'aspettavo... comprendo la necessità di rendere il tutto accessibile (con i tempi che corrono...), ma perchè allora escludere a priori i daltonici e consegnarli alla cieca sorte? [nel dubbio (sì sono una persona insicura) apro il vocabolario per controllare che "intelligenza" stia ancora per intelligenza e non per daltonismo... e... sì ricevo in effetti conforto. Rassicurato e incuriosito decido di cliccare su 74] Clicco.
Ricordate il secondo obiettivo di un banner? Ve lo rammento: rimandare al sito pubblicizzato. Ed ecco invece apparire una desolata e bianca pagina con apposta la scritta "empty".
[Non sono soddisfatto dev'esserci qualcosa sotto! Ho appena finito di vedere "inside man" (chi l'ha visto capirà...)... e sì dev'essere un ingegnoso trucco]. Torno indietro. Vuoi vedere che funziona come una sorta di psicologia al rovescio? Il quiz è stupido -> la risposta dev'essere stupida! Ovvio! Clicco su 75, clicco su 94, clicco su ogni altro singolo pixel... ma nulla! Sempre la irridente pagina bianca e la sua didascalica scritta. [A questo punto spiazzato e un po' deluso mi arrendo.] E malinconicamente vado a dormire.
Perché acrazia?
Ultimo aggiornamento Sabato 16 Maggio 2009 13:35 Scritto da Claudio Venerdì 15 Maggio 2009 20:26
A questo punto vi chiederete "Perché il nome acrazia? Perchè non anarchia?". In effetti questa scelta potrebbe apparire una forzatura per un blog dichiaratamente generalista e personale. E' però interessante soffermarsi sul significato comunemente attribuito al termine e ai fenomeni a cui esso è associato nell'immaginario collettivo.
Acrazia rappresenta certamente una proposta politica e in questa accezione è spesso utilizzata come sinonimo di anarchia. Tuttavia è innegabile che quest'ultima affondi le sue radici nella storia avendo acquisito nel tempo peculiarità ben definite che ne hanno ampliato il significato originale. Una storia ricca di episodi encomiabili e uomini valorosi, ma come tutte le vicende umane anche macchiata da biechi interessi personali, follia, contraddizioni. Questo fa sì che la parola anarchia porti con sé un vistoso e incancellabile fardello di vicissitudini e accadimenti, errori e paradossi e spesso violenza e morte. Il suo utilizzo dovrebbe quindi essere limitato e specificamente riferito a questa sua componente trascorsa e documentata o a movimenti attuali che ad essa esplicitamente si ispirano piuttosto che all'ideale politico in sé.
In questo contesto e dal mio punto di vista la scelta è quindi facilmente ricaduta sul vocabolo "acrazia", molto meno abusato e di conseguenza più aderente all'originario significato della parola greca da cui deriva (a-kratos: mancanza di dominio). Mancanza di dominio vista come espressione della primaria esigenza dell'individuo di realizzare se stesso senza l'ostacolo esterno dell'oppressione e della costrizione. Al pari della libertà (così sbandierata e così poco compresa) intimamente legata alla natura umana. Un bisogno così intrinseco da poterlo ritenere universale, ma con la connotazione dell'individualità e dell'unicità. E a causa di queste due opposte pulsioni tanto fondamentale quanto contraddittorio e irrealizzabile integralmente. Acrazia differisce da libertà riferendosi alla possibilità di esprimere i contenuti di quest'ultima in ambito sociale piuttosto che interessandosi all'aspetto strettamente ontologico. Essa riguarda quindi il diritto ad attuare la libertà personale (comunque essa sia intesa) anziché tentare di definirne la stessa essenza.
Acrazia è costruzione e dialogo, dialettica e divenire, affermazione dell'individuo e tolleranza sociale, imprescindibile prerogativa umana del domandarsi perché ed essere incapaci di una risposta. Insomma il nome adatto ad un blog!
Al mare
Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Maggio 2009 17:38 Scritto da Claudio Mercoledì 13 Maggio 2009 12:04
Specchio del cielo, scudiero del vento,
custode della vita e dei nostri pensieri,
mare,
che celi allo sguardo i tuoi segreti
e li sussurri alla fantasia,
che accarezzi la terra e la culli,
in una nenia senza fine.
Accoglimi adesso tra i tuoi cangianti colori,
dentro, più dentro
nell'intimo abbraccio delle tue onde.
Il collezionista di luoghi
Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2010 19:03 Scritto da Claudio Venerdì 08 Maggio 2009 14:50
Il viaggio è il magico dialogo tra la propria coscienza e quella di un popolo intero.
O almeno sarebbe bello pensarlo così...
Il collezionista di luoghi sposta se stesso e si appropria dei feticci dei territori che visita.
Il collezionista di luoghi ha un'anima arida e brulla e si illude di poterla adornare arraffando e sottraendo agli altri.
E' incapace persino di abbozzare un'opinione, ama l'apparenza e la millanteria.
Ciò lo rende indisponente poichè non è raro che si uniformi all'altrui giudizio.
E lo rende insidioso poichè diviene terreno fertile per la manipolazione e il plagio.
E lo rende pericoloso perchè spesso colui che si lascia plagiare e manipolare è privo di ideali
e agisce sconsideratamente.
I collezionisti di luoghi sono la sostanza di cui si nutrono l'oppressione e la tirannia.
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