Perché acrazia?
Ultimo aggiornamento Sabato 16 Maggio 2009 13:35 Scritto da Claudio Venerdì 15 Maggio 2009 20:26
A questo punto vi chiederete "Perché il nome acrazia? Perchè non anarchia?". In effetti questa scelta potrebbe apparire una forzatura per un blog dichiaratamente generalista e personale. E' però interessante soffermarsi sul significato comunemente attribuito al termine e ai fenomeni a cui esso è associato nell'immaginario collettivo.
Acrazia rappresenta certamente una proposta politica e in questa accezione è spesso utilizzata come sinonimo di anarchia. Tuttavia è innegabile che quest'ultima affondi le sue radici nella storia avendo acquisito nel tempo peculiarità ben definite che ne hanno ampliato il significato originale. Una storia ricca di episodi encomiabili e uomini valorosi, ma come tutte le vicende umane anche macchiata da biechi interessi personali, follia, contraddizioni. Questo fa sì che la parola anarchia porti con sé un vistoso e incancellabile fardello di vicissitudini e accadimenti, errori e paradossi e spesso violenza e morte. Il suo utilizzo dovrebbe quindi essere limitato e specificamente riferito a questa sua componente trascorsa e documentata o a movimenti attuali che ad essa esplicitamente si ispirano piuttosto che all'ideale politico in sé.
In questo contesto e dal mio punto di vista la scelta è quindi facilmente ricaduta sul vocabolo "acrazia", molto meno abusato e di conseguenza più aderente all'originario significato della parola greca da cui deriva (a-kratos: mancanza di dominio). Mancanza di dominio vista come espressione della primaria esigenza dell'individuo di realizzare se stesso senza l'ostacolo esterno dell'oppressione e della costrizione. Al pari della libertà (così sbandierata e così poco compresa) intimamente legata alla natura umana. Un bisogno così intrinseco da poterlo ritenere universale, ma con la connotazione dell'individualità e dell'unicità. E a causa di queste due opposte pulsioni tanto fondamentale quanto contraddittorio e irrealizzabile integralmente. Acrazia differisce da libertà riferendosi alla possibilità di esprimere i contenuti di quest'ultima in ambito sociale piuttosto che interessandosi all'aspetto strettamente ontologico. Essa riguarda quindi il diritto ad attuare la libertà personale (comunque essa sia intesa) anziché tentare di definirne la stessa essenza.
Acrazia è costruzione e dialogo, dialettica e divenire, affermazione dell'individuo e tolleranza sociale, imprescindibile prerogativa umana del domandarsi perché ed essere incapaci di una risposta. Insomma il nome adatto ad un blog!
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